"IL RITORNO ALLE ORIGINI", QUELLO DEL "SANSEPOLCRISMO" MILANESE DEL 23 MARZO 1919, REPUBBLICANO E SINDACAL-RIVOLUZIONARIO, SEGNA LA NASCITA DELLA R.S.I."

sabato 5 agosto 2017




La sentenza del 26 aprile 1954 
del Tribunale Supremo Militare Italiano
 afferma senza mezzi termini che:
“i combattenti delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana avevano la qualità di belligeranti perché erano comandati da persone responsabili e conosciute, indossavano uniformi e segni distintivi riconoscibili a distanza e portavano apertamente le armi. Gli appartenenti alle formazioni partigiane, viceversa, non avevano la qualità di belligeranti perché non portavano segni distintivi riconoscibili e non portavano apertamente le armi, né erano
assoggettati alla legge penale militare”


Torino piazza Castello, manifestazione di consegna delle onorificenze al Valore Militare...oltre trentamila presenti
...ed erano gli ultimi giorni della RSI

RAVENNA 1944
Un padre accompagna il figlio ad arruolarsi come legionario 


Manifesto per l'arruolamento della R.S.I.



Marzo 1944 - Conegliano Veneto - Centro Raccolta Alpini 









LE FORZE ARMATE DELLA R.S.I.

Nelle ore immediatamente successive alla capitolazione circa 180.000 ufficiali e soldati continuano a combattere a fianco degli alleati germanici.


15 ottobre 1943 il governo della Repubblica Sociale Italiana dirama l'ordine di mobilitazione dell'ultimo scaglione della classe 1924 e per tutto il 1925. Il 95% dei richiamati risponde all'appello.

La prima Unità organica che si costituisce dopo l'8 settembre 1943 sotto le insegne repubblicane è il Btg. Bersaglieri volontari "Benito Mussolini"  che si schiera a difesa della Venezia Giulia.
Il 18 aprile 1944 viene costituito il SAF - Servizio Ausiliario Femminile.




Le Grandi Unità addestrate in Germania:
La Divisione Alpini "Monterosa" (20.000 uomini)
La Divisione Granatieri "Littorio" (18.000 uomini)
La Divisione Fanteria di Marina "San Marco"
La Divisione Bersaglieri "Italia"
WaffenSS Italiane ( 15.000 uomini)

Centro Addestramento Reparti Speciali:
Raggruppamento Cacciatori degli Appennini
Raggruppamento Anti Partigiani
in funzione anti guerriglia contro i partigiani fortemente sostenuti e alimentati dagli angloamericani


IL 3° RGT. Bersaglieri Volontari




Truppe non indivisionate:
Battaglioni Difesa Costiera
Le Compagnie presidiarie
Le Compagnie di Guardia
Le Compagnie di Sicurezza
Le Compagnie Protezione Impianti
I Gruppi di Artiglieria costiera
I Battaglioni Salmerie e Carreggio
Gli Squadroni corazzati "San Giusto" e " Leoncello"


Ispettorato Militare del Lavoro
Il Rgt. "Tagliamento"
Btg. "Muti" di Firenze
Btg. "Volontari di Sardegna"
Btg. "Moschettieri delle Alpi"
Btg: " Onore e Sacrificio"

Le Formazioni Repubblicane delle Isole del Dodecaneso
Le Formazioni di Artiglieri in Francia
I Battaglioni Nebbiogeni del Baltico

La Marina Della RSI

Con le navi da guerra della regia Marina, sabotate dagli equipaggi     per non consegnarle agli inglesi e con quelle in cantiere per riparazioni viene costituita la flotta della RSI con il nome di Marina Repubblicana.

La Divisione Fanteria di Marina "Decima" composta da:
Btg. "Barbarigo"
Btg. "Lupo"
Btg. "N.P."
Btg. "Fulmine"
Btg. "Valanga"
3° Rgt. Artiglieria (Gruppo "Colleoni" - "Da Giussano" - "San Giorgio")
Btg. Genio Collegamenti "Freccia"
Btg. "Castagnacci" in funzione antiguerriglia
Reparti  non indivisionati della Decima
Servizio aus. fremminile, Btg. "Ardimento", Btg."Longobardo", Btg. "Pegaso", Btg. "Risoluti"
Btg. "San Giusto", Btg. "Serenisima", Btg. "Vega",
Distaccamenti:"Umberto Cumero", "Milano", "Roma","Torino"
Le Compagnie:"Adriatica", "Gabriele D'Annunzio", "Mai Morti", "Operativa", "Nazario Sauro"
Il Gruppo Contraereo "Q"
Scuola Mezzi d'Assalto di Superficie:" Comandante Todaro", "Base Sud", "Base Ovest", "Base Est"
I Mezzi d'Assalto subacquei.

L'Aeronautica Repubblicana
Zone Aeree Territoriali
I Corsi "Zodiaco" e " Aquila" dell'Accademia Militare
I Gruppi Caccia
Gli Aerosiluranti
I Gruppi da Trasporto
La Contraerea dell'Aeronautica - Le batterie Miste

I Paracadutisti Repubblicani:
La Scuola di Tradate
Btg. "Nembo"
Rgt. "Folgore"




La Guardia Nazionale Repubblicana
(comprendeva la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e l'Arma dei Carabinieri).Circa 150.000 uomini

SCUOLE:
Scuola Allievi Carabinieri e Allievi Sottufficiali
Scuola Addestramento della Guardia Giovanile Legionaria
Scuola AA.UU. di Lucca e di Modena
Scuole di Orvieto,Rivoli e Siena
Scuole di Varese,Vicenza e Oderzo
Scuola di Fontanellato

La GNR di Frontiera,Ferroviaria,Portuaria,Postelegrafonica, della Montagna e delle Foreste
1° Legione "M"  d'Assalto Tagliamento
I Comandi Territoriali Provinciali
La Divisione "Etna"
I Btg. "Venezia Giulia", "Roma", "Pontida"
I Paracadutisti della GNR "Btg. Mazzarino"
Battaglioni Martiri:"Bologna", "Carmelo Borg Pisani", "Ferrara", "Firenze","Marche", "Perugia", "Romagna", "9 Settembre" Reparto Costiero Adriatico, "Compagnia Abruzzi", "Compagnia Fucilieri Co.Ge", "Compagnia Ferrara", "Compagnia Lazio", "Squadrone Cavalleggeri",
"Plotone GNR" aggregato alla Divisione Alpina del LI Corpo d'Armata germanico
La GNR in Balcania
Gli Arditi del Btg. "Forlì"






Il Maggiore Paracadutista EDOARDO SALA
Comandante del Rgt. "Folgore" cui si deve
Il famoso motto " Per l'onore d'Italia" con il
Labaro del 1° Btg. "Folgore".



LE FIAMME BIANCHE del battaglione di CARLEVARO 
ricevute dal DUCE il 29 luglio 1944

LE BRIGATE NERE

Comando Generale
Compagnia Giovani Fascisti "Bir El Gobi"
I Brigata Nera "Ather Capelli" di Torino
II Brigata Nera "Attilio Prato " di Alessandria
III Brigata Nera "Emilio Picot" di Aosta
IV Brigata Nera "Luigi Viale " di Asti
V Brigata Nera "Carlo Lidonnici" di Cuneo
VI Brigata Nera "Augusto Cristina " di Novara
VII Brigata Nera "Bruno Ponzecchi" di Vercelli
VIII Brigata Nera "Aldo Resega" di Milano
IX Brigata Nera "Giuseppe Cortesi" di Bergamo
X Brigata Nera" Enrico Tognu" di Brescia
XI Brigata Nera "Cesare Rodini" di Como
XII Brigata Nera "Augusto Felisari "di Cremona
XIII Brigata Nera "Marcello Turchetti" di Mantova
XIV Brigata Nera "Alberto Alfieri" di Pavia
XV Brigata Nera "Sergio Gatti" di Sondrio
XVI Brigata Nera "Dante Gervasini" di Varese
XVII Brigata Nera "Bartolomeo Azara" di Venezia
XVIII Brigata Nera "G. Begon" di Padova
XIX Brigata Nera "R.Gori" di Rovigo
XX Brigata Nera "Francesco Cappellini" di Treviso
XXI Brigata Nera "Stefano Rizzardi" di Verona
XXII Brigata Nera "Antonio Faggion" di Vicenza
XXIII Brigata Nera "Eugenio Facchini" di Bologna
XXIV Brigata Nera "Inigo Ghisellini" di Ferrara
XXV Brigata Nera "Arturo Capanni" di Forlì
XXVI Brigata Nera "Mirko Pistoni" di Modena
XXVII Brigata Nera "Virginio Gavazzoli " di Parma
XXVIII Brigata Nera "Pippo Astorri" di Piacenza
XXIX Brigata Nera " Ettore Muti" di Ravenna
XXX Brigata Nera "Umberto Rosi" di Reggio Emilia
XXXI Brigata Nera "Silvio Parodi" di Genova
XXXII Brigata Nera "Antonio Padoan" di Imperia
XXXIII Brigata Nera "Tullio Bertoni" di La Spezia
XXXIV Brigata Nera "Giovani Briatore" di Savona
XXXV Brigata Nera "Don Emilio Spinelli" di Arezzo
XXXVI Brigata Nera "Benito Mussolini" di Lucca
XXXVII Brigata Nera "Emilio Tanzi" di Pisa
XXXVIII Brigata Nera di Pistoia
IVL Brigata Nera  di Siena
L Brigata Nera "Vittorio Ricciarelli"
XLI Brigata Nera "Raffaele Manganiello" di Firenze
I Brigata Nera Mobile "Vittorio Ricciarelli"
II Brigata Nera Mobile "Danilo Mercuri"
III Brigata Nera Mobile "Attilio Pappalardo"
IV Brigata Nera Mobile "Aldo Resega"
V Brigata Nera Alpina Mobile "Enrico Quagliata"
Gruppi Operativi Lombardi
Brigata Nera Autonoma Ministeriale
Brigata Nera Autonoma "Giovanni Gentile"

Dicembre 1943 
Arruolamento Volontario degli Arditi Paracadutisti dell'Aeronautica Repubblicana

Primavera 1944 nasce a Tradate il Rgt. Arditi Paracadutisti


Servizi Speciali:
Polizia Repubblicana
Forze Armate di Polizia-Battaglioni di Polizia
Legione Arditi di Polizia "Pietro Caruso"
Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti"



IL BATTAGLIONE "IX SETTEMBRE"

Il 1° Battaglione Camicie Nere "IX Settembre" fu senza dubbio la prima vera unità dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana, essendosi di fatto formato a Tolone in Francia già l'8 settembre 1943.
A testimonianza di questa primogenitura valgono le parole del Duce in visita al battaglione il 14 agosto 1944: “Il Battaglione IX Settembre è da considerarsi il padre del nuovo esercito repubblicano perché mai voi scioglieste le file, mai deponeste le armi. Se tutti i soldati d’Italia l’8 settembre avessero imitato il vostro esempio, l’Italia non si troverebbe in così tristi e misere condizioni”.









IVREA  DICEMBRE 1944

Alpini del Battaglione Bergamo della Littorio 
al termine della cerimonia di consegna delle drappelle.


Il 3 luglio del 1913, nacque a Montecelio,(Roma) Sigfrido Eusebio Zapattereni, conosciuto come Padre Eusebio, il frate confessore di Mussolini stesso. Eusebio era entrato giovanissimo in seminario e, ordinato sacerdote, scelse l'ordine dei frati minori. Si distinse subito per la sua oratoria, la grande capacità di parlare in pubblico e di farsi ascoltare. Era dotato di una voce possente e di una dialettica formidabile, che unite a forza fisica , gagliardia e vigore non comuni, fecero in breve di lui un seguitissimo predicatore. Presto notato e indicato idoneo per il ruolo di cappellano militare, Padre Eusebio durante la Seconda guerra mondiale fu inviato in Grecia, Jugoslavia e Russia. Durante il 1942 tenne, da “Radio Lubiana” una serie di trasmissioni dove con la sua inconfondibile arte oratoria illustrava le pagine del Vangelo. La fede di un uomo , anche di un uomo di chiesa, non è solo preghiera, ma si evince da come si pone davanti alla vita, alle difficoltà, da come affronta con coraggio gli eventi. Lui era un combattente , non un traditore, e l'8 settembre 1943, trovandosi in Francia, si unì agli uomini del Capitano di Vascello Enzo Grossi che alla base di Bordeaux (Betasom) prestarono giuramento di fedeltà all'alleato germanico. Prima di rientrare in Italia si fermò in Normandia, nella zona di Tours, dove favorì l'arruolamento di molti volontari italiani nella 17 SS Panzer-Grenadier-Division. “Gotz von Berlichingen” e tornò ancora in Francia il 28 giugno giugno 1944, a Lione , per trattare la costituzione di un battaglione di 500 uomini di SS Italiane al comando del maggiore Marenghi. É trascorso oltre un secolo dalla sua nascita e questo anniversario passa ogni anno sotto silenzio, di questo prete che fece parte delle SS Italiane , che indossò tonaca e camicia nera con uguale valore, nessuno parla, pochi ricordano. In Italia, durante i mesi della RSI, ebbe contatti con Roberto Farinacci e eseguì un fitto programma di discorsi tenuti in ogni parte del Nord. Parlò ovunque , instancabile, a piazze gremite e plaudenti, in una fotografia molto bella, forse la più famosa, lo si vede su un palco, con il suo vestito da frate, sotto la bandiera della Repubblica Sociale che arringa la folla accorsa in massa e guardandolo si riesce a immaginare, quasi a sentirne la voce forte e vibrante. Nei suoi interventi Padre Eusebio, nonostante la guerra fosse prossima alla fine, parlava di Badoglio come la personificazione di Giuda Iscariota che aveva tradito la sua Patria e pugnalato alle spalle i Tedeschi alleati fedeli, coprendo di fango e vergogna un popolo “proteso verso un ben diverso destino”, ricordava come l' esempio della riscossa lo avessero dato i primi soldati della Repubblica che sul Vallo atlantico, accanto ai camerati germanici, dimostrarono che “la vera Italia non ha mai capitolato, che l'Italia di Mussolini è una bandiera che ha sempre sventolato, una fiamma che non ha mai cessato di ardere(...)I caduti domandano oggi agli armati della Repubblica un atto di fede, un ultima suprema prova d'amor patrio ed è certo che i giovani protesi verso il combattimento risponderanno come un sol uomo all' imperativo dei morti. Il monito dell'ora è : Credere, Obbedire e Combattere, credere nel destino della Patria, obbedire al verbo di Mussolini, combattere agli ordini di Graziani....”. E si arrabbiava verso quanti aspettavano l'arrivo degli Alleati, e non mancava di prorompere in insulti antiebraici. Insisteva che solo nel Duce e nel Fuhrer si vedeva la possibilità di instaurare una nuova e più alta giustizia sociale. Malgrado la sua posizione ufficiale, si adoperò comunque per mettere in salvo diversi sacerdoti perseguitati dai tedeschi e alcuni giovani renitenti. Il 24 aprile 1945 tenne il suo ultimo coraggioso discorso nella centralissima Galleria di Milano e il 26 aprile fu arrestato in Prefettura insieme al Dott. Cantagalli, esponente del P.F.R. Durante il processo a Milano alla Corte di Assise Straordinaria, si difese con il solito coraggio , ma fu condannato a 20 anni di reclusione. Amnistiato , uscì dal carcere e partì come missionario in Sud America, per non fare mai ritorno. Portò la sua opera tra i poveri di Buenos Aires e presso il grande «Sanatorio Municipal» della capitale argentina, dove morì nel 1985. Padre Eusebio incarnò fino all'ultimo il cameratismo coraggioso e fraterno ,indossando la sua doppia uniforme e voglio ricordarlo oggi con la frase di Brasillach "Il cameratismo è il frutto più bello del dolore degli uomini. Nasce nel combattimento, nella guerra, nasce nella prigione. Non nasce, per essere precisi, dalle idee. O piuttosto le idee non prendono peso e valore che quando sono chiaramente incarnate nei corpi umani, quando sono vissute da dei camerati. Noi avremo conosciuto questo privilegio".


 BANDO RECLUTAMENTO 1-11-1943 








IL TESTAMENTO DI MUSSOLINI

Non è la fede che mira nell'ora del crepuscolo quella che mi sostiene, è la fede della mia infanzia e della mia vita che mi impone di dover credere, anche quando avrei forse il diritto di dubitare.
Non so se questi miei appunti saranno mai letti dal popolo italiano; vorrei che così fosse, per dargli la possibilità di raccogliere in confessione di fede il mio ultimo pensiero.
Non so nemmeno se gli uomini mi concederanno il tempo sufficiente per scriverli.
Ventidue anni di governo non mi rendono probabilmente degno a giudizio unano di vivere altre ventiquattro ore.
Ho creduto nella vittoria delle nostre armi, come credo in Dio, Nostro Signore, ma più ancora credo nell'Eterno, adesso che la mia sconfitta ha costituito il banco di prova del quale dovranno venire mostrate al mondo intero, la forza e la grandezza dei nostri cuori.
E' ormai un fatto che la guerra è perduta, ma è anche certo che non si è vinti finchè non ci si dichiara vinti.
Questo dovranno ricordare gli italiani se, sotto la dominazione straniera, arriveranno a sentire l'insoffocante risveglio della loro coscienza e dei loro spiriti.
Oggi io perdono a quanti non mi perdonano e mi condannano, condannano se stessi.
penso a coloro ai quali sarà negato per anni di amare e soffrire per la Patria e vorrei che essi si sentissero non solo testimoni di una disfatta, ma anche alfieri della rivincita.
All'odio smisurato e alle vendette subentrerà il tempo della ragione.
Così riacquistato il senso della dignità e dell'onore, son certo che gli Italiani di domani sapranno serenamente valutare i coeficenti della tragica ora che vivo.
Se questo è dunque l'ultimo giorno della mia esistenza, intendo che anche a chi mi ha tradito, vada il mio perdono, come allora perdonai al Savoia la sua debolezza.
Germasino, 27 Aprile notte

Benito Mussolini


CARTOLINA DEL 1957 RAFFIGURANTE IL SARCOFAGO DI MUSSOLINI











Il Tenente Gardenghi -mutilato di guerra, 
volontario nella R.S.I. nella Legione M "Tagliamento"

Varese, 15 settembre 1944
Un Allievo Ufficiale della scuola di Varese viene interrogato da un commissario durante gli esami per la promozione al grado di sottotenente. Su 450 Allievi della scuola di Varese,380 superarono gli esami






MILITI DELLA GNR RENDONO ONORE A UN CADUTO



Questi Valorosi Soldati del Regimemto Volontari della Morte della Repubblica Sociale Italiana diedero prova di una Grande Fede erano votati alla Morte pur di infliggere grosse perdite al Nemico presero esempio dai Kamikaz

Generale Tito Agosti
Morrovalle, 19 agosto 1889 – Roma, 27 gennaio 1946. Ufficiale di cavalleria pluridecorato del Regio Esercito, prese parte alla conquista della Libia, alla prima e alla seconda guerra mondiale e anche alla guerra d'Etiopia. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana ricoprendo il ruolo di comandante della 2ª Divisione granatieri "Littorio". Catturato nel 1945, si suicidò l'anno successivo per evitare il processo.  
Nato a Morrovalle, in provincia di Macerata, il 19 agosto 1889, figlio di Felice e Palmira Garzoglio, si arruolò giovanissimo nel Regio Esercito per diventare sottotenente il 19 maggio 1912. Prese brevemente parte alla Guerra italo-turca, combattendo poi durante la Prima guerra mondiale in cui fu promosso al grado di capitano il 23 agosto 1917, ed insignito di una Medaglia d'argento al valor militare per il combattimento sostenuto tra Torre di Zuino e Cervignano il 4 novembre 1918.
Nel 1925-1926, col grado di capitano, fu comandante di compagnia del 13º Battaglione eritreo, partecipando alla conquista dell'Oltregiuba e della Migiurtinia in Somalia.
Aderì al fascismo e partecipò alla guerra d'Etiopia, comandando dapprima il Gruppo Squadroni di Cavalleria Coloniale "Penne di Falco" e poi il III Gruppo bande armate della Somalia nel fronte di Harar, meritandosi una Medaglia di bronzo al valor militare e due promozioni, la prima a tenente colonnello (31 dicembre 1935) e quindi a colonnello per meriti eccezionali. Al termine del conflitto fu decorato con una seconda Medaglia d'argento al valor militare.
Partecipò alla seconda guerra mondiale combattendo in Africa Orientale Italiana. A lui venne assegnata la difesa del fronte di Sciasciamanna, nello scacchiere Sud del Galla e Sidama: riuscì a far ritirare le truppe rimanenti dopo il sanguinoso combattimento del Dadaba, subendo continui attacchi da migliaia di ribelli arussi, via via sostenuti dalla popolazione locale. Il 19 maggio del 1941 venne fatto prigioniero dagli inglesi dopo aver combattuto fino "al limite delle umane possibilità" come ordinato dal Comando Supremo, e fu insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia il 1º agosto 1941, e successivamente di una terza Medaglia d'argento al valor militare.
Rimpatriato in quanto ferito, dopo l'armistizio dell'8 settembre aderì alla Repubblica Sociale Italiana in data 18 dello stesso mese col grado di generale di divisione dell'arma di cavalleria. Gli venne affidato il comando della 2ª Divisione granatieri "Littorio" che si stava addestrando in Germania nel campo di Münsingen (Baden-
Württemberg), e che il 18 luglio 1944 ricevette la visita di Benito Mussolini e del generale Rodolfo Graziani. Rientrata in Italia, in un primo tempo venne posizionata a ridosso dellaLinea Gotica ma, successivamente, fu rischierata sul fronte occidentale dove, fra il colle di Tenda e il Piccolo San Bernardo, sostenne alcuni combattimenti contro le truppe franco-statunitensi. Il 27 aprile 1945, quando l'unità era ancora in possesso di alcuni territori francesi, Agosti emise l'ordine di scioglimento della divisione, venendo poi catturato dagli Alleati. Rinchiuso successivamente nel campo di concentramento di Coltano, fu accusato di aver commesso crimini di guerra. Mentre si trovava rinchiuso nel carcere militare di Forte Boccea a Roma, però, preferì suicidarsi piuttosto che essere giudicato da una giuria che egli riteneva parziale e "traditrice".



CARTOLINA POSTALE PER LE FORZE ARMATE R.S.I.